SDSM 2007 – Piccolo diario di viaggio
Mi flaggellerei per non essere stato presente a tutti e sei i giorni di festival, ma non è dipeso da me. La mia presenza è limitata agl’ ultimi due giorni;, quanto basta per farmi sentire felice di esserci stato e abbastanza da farmi rodere per aver perso il resto. Il sabato arrivo nell’ accogliente Guardia Sanframondi verso le 20.00, dopo mezza giornata passata tra autobus, treni e passaggi in auto, subito si respira un’aria serena, di fest(ival)a per tutti. Trovo tutti i mie amici vecchi e nuovi che siano, che mi raccontano quello che mi sono perso (ed è tanto ve lo assicuro) nei giorni precedenti. Poi finite le storie e gli aneddoti saliamo sullo splendido castello medievale in tempo per ascoltare il set elettro pop freschissimo e caramelloso dei my awesome mixtape, con un vocalist trascinante e schizzofrenico che non può non coinvolgervi ed allo stesso tempo emozionarvi, insomma sicuramente una delle cose migliori in giro attualmente. Dopo è il turno dei canadians che dal vivo suonano corposi e senza sbavature, ma troppo “college rock” per i gusti del sottoscritto. Alla fine arrivano loro, i più attesi della serata, i grandi giardini di miro’ che riescono a tenerti in quel limbo tra il narcotico e il desto, con l’alternarsi di pezzi dal nuovo album dividing opinions e cose più datate come la “sempreverde” Pet life sever, con qualche piccolo intoppo tecnico e qualche presa in giro ai gruppi antagonisti della serata. Eccellenti come sempre senza mai l’ombra del divismo. Passo il resto della sera ad ascoltare il dj set finale e a bere con gli amici, per ritornare in campeggio quasi alle 5 del mattino, “dormire” per modo di dire all’ aperto e svegliarmi con il sole battente sul mio volto e gli insetti accomodatisi nel mio sacco a pelo. Provo a riprendermi con cappuccino e doccia e tutto sembra andare per il meglio, conosco un pò di gente e dopo il pranzo “in famiglia”, ritorniamo in zona festival. Sono praticamente le 18 passate e faccio in tempo per vedere il live dei uochi toki, caustici come pochi, rumorosi e con i testi più pazzi del secolo. Finito il loro live dalle mille interruzioni, cerco un posto dove riposarmi, ma un attacco di panico grande come il monte bianco mi assale e ci vogliono ore per calmarmi, grazie al conforto di amici e amiche. Mi riprendo in tempo per la serata e salgo a vedere i Motek, dopo aver ingurgitato un mitico panino con salsiccia. La band belga non dispiace affatto, in particolare nelle parti più dure e serrate, che con le debbite proporzioni li avvicina a certi suoni alla red sparowes. Poi arriva il turno dei miei preferiti, quei Three second kiss da Bologna che propio al six days avevo visto cinque anni prima e da cui ero rimasto stregato. Suonano ancora come allora, destrutturati e ruvidi come non mai, nonostante qualche piccolo problema di natura tecnica sciorinano brani incredibili a tutto andare, non mostrando per niente i quasi quindici anni di carriera, e portando alla batteria sacha dei theramin. Arriva così il momento del mito, dell’ istituzione, gli Uzeda di cui è inutile dire, che hanno fatto dischi con la touch and go, basta dire che sono devastanti ed emozinonali, duri e viscerali come nessuno nella penisola, facendo delirare e commuovere coloro che assistono al loro live. Potenti all’infinito, mostrano dopo 20 anni di attività di mettersi tranquillamente in tasca tanti gruppetti di oggi. Finisce il concerto e vado via carico di meraviglia per uno dei migliori live in assoluto che abbia mai visto. Arriva così il momento dei saluti e mi rattristo perchè vorrei rimanere ancora un altro giorno, un’ altra settimana o magari tutta la vita in quel posto. Un festival senza eguali dove ti senti a casa tua e in più ascolti la miglior musica in circolazione, il che non guasta mai. L’anno prossimo, ricordatevi di lasciare sei giorni liberi a fine luglio e non ve ne pentirete.
ps. un ringraziamento indistinto a tutta l’organizazzione, ma un saluto particolare a Stefano, Cico, Luca, Umberto kontrasto, l’avvocato, Sara& Sara(che mi ha salvato da un infarto sicuro), Luana e tutti quelli che ho sicuramente dimenticato. All’ anno prossimo.
Violent Lover











Surfer Rosa 2:41 pm on novembre 6, 2007 Permalink |
Ciao!
Sono totalmente d’accordo con i tuoi pensieri pro-SDSM.
Oltre all’alta qualità artistica del festival siamo stati fortunati a trovarci in un luogo così magico (ad esempio mi viene in mente la luna che ogni sera, imponente, faceva compagnia alla già bella scenografia naturale).
Poi c’è da sottolineare il grande lavoro degli organizzatori, suppongo che si impegnino durante tutto l’anno per rendere le serate possibili.
Veramente bravi!
Il ricordo più bello che ho è legato alla sera del 28 Luglio, ho compiuto 26 anni festeggiando a Sant’Agata de Goti assieme al mio fidanzato che poi mi ha portata al concerto dei Giardini di Mirò!
“In the old streets……”
Saluti, complimenti per il blog