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  • violentlover 4:30 pm on December 5, 2007 Permalink | Replica  

    Kaleidoscope|03 Festival – 20,27,28 Dicembre,Duel Beat(NA) 

    Per tre giorni, Napoli diviene centro della cultura visivo-musicale europea. La città di mare registrerà intasamenti portuali, dovuti alle visite del popolo amante della sperimentazione e del progresso e dell’unione sinestetica delle arti. Giunto alla sua terza edizione, il Kaleidoscope festival apre finestre immaginifiche sulla scena mitteleuropea, secernendo la parte centrale del continente in tre sezioni; la prima serata del 20 Dicembre, è dedicata al post-rock nostrano, con i partenopei El-Ghor ad aprire la serata, che vedrà poi esibirsi i mostri sacri del suono “slow” e sperimentale, i Giardini di Mirò, che sonorizzeranno “il Fuoco” di Giovanni Pastrone, unendosi al regista torinese nella eguale ricerca del melodramma ( in questo caso usato nell’accezione di dramma melodico). Si passa così dalla pasta alle crepes, dal Chianti allo Chardonnay, con la serata del 27 dedicata alla amata/odiata Francia, ad aprire la serata ci saranno i “The Collettivo”, band della scena rock’n'roll partenopea, vera e propia rivelazione; sarà poi il turno dei Moon Pallas, band dal suono inconfondibile che unisce synth-pop e post-rock, che creeranno una “danza deprimente”, difficile da dimenticare. Il buoi lentamente si dirada e arriva il momento dei Kim Novak, tanto debitori ai suoni 80’s, dei Cure su tutti, tanto alle nuove vibrazioni indie, per un set da piacevole ascolto melanconico. Infine arriva il turno del divertente duo elettro/pop One,Two, che suonano come se i Beatles avessero iniziato a suonare nel ‘77 punk, incrociando poi la scena dance francese dei padri Duft Punk (assolutamente da non perdere). La serata inizia verso le ore 19 con la proiezione di cortometraggi e film francesi in collaborazione con “Le Grenoble”, Institut Francais de Naples; vedrà poi in successione la performance video-sonora del progetto Le Mal D’archieve, dei napoletani Felice Acierno e Pasquale Napolitano e quella sperimentale-acustica degli Illachime Quartet, che creano un’atmosfera in cui suoni e rumori “d’ambiente” divengono spunto per la ricerca sonora. Arriviamo dunque alla serata conclusiva , ai fuochi d’artificio che chiudono l’evento, con il signor Sasha Ring ovvero Apparat che ci condurrà all’interno di quella meravigliosa creatura altisonante che è “Walls”, il suo ultimo album, coadiuvato dalle visioni di Transforma Visual (Qui trovate la nostra recensione del live di Apparat al Pukkelpop). Ad aprire le danze il genovese Andrea Calcagno con il suo progetto Tarik1 e per Dirk Dresselhaus conosciuto come Schneider Tm, in assoluto uno dei migliori miscelatori di sonorità elettroniche del nostro tempo. Nella sala due sarà la volta del Goethe-Institut, e delle esibizioni di Katap e della performance audio-video di The Brady Alexander Project. Un festival dalle infinite sfumature simmetriche a cui sarebbe un suicidio mancare.

    Trovate tutte le info sul festival su questo space.

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  • violentlover 2:29 pm on October 23, 2007 Permalink | Replica  

    Nuove Uscite 

    Il periodo ottobre/novembre, oltre a trasportarci dall’autunno all’inverno, ci porta anche in una nuova atmosfera musicale, fatta di un mood diverso da quello estivo. Le nuove uscite discografiche rimarcano questo concetto. Così è per il nuovo disco del producer danese Trentemoller dal titolo “The Chronicles” e per l’ultima fatica di Swayzak, duo inglese che nell’ ultimo lavoro abbandona i suoni minimalisti per avvicinare sonorità elettroniche più psichedeliche e dopo quasi 15 anni di carriera sono sempre al passo con i tempi anche i questo “Some Other Country”. I grandi Underworld escono con “Oblivion With Bells”, lavoro cupo e decadente come non mai. Nuovo ed incantevole disco per lo svedese Josè Gonzales, con “In Our Nature”; disco uscito a fine settembre ma che si associa per umoralità alle altre release citate fin ora. Si rifà viva anche Roìsìn Murphy, la bionda ex leader dei Moloko, con il suo “Overpowered”, album dalle sonorità vagamente electro. Nuovo disco anche per Sam Bean aka Iron and Wine, che con il suo “The Shepherd’s Dog” porta a piena maturazione il suo discorso folk/avant-country. Rimanendo in tema di folk sperimentale, nuovi lavori anche per gli islandesi Seabear (per amanti dei Mùm) e Okkervil River. Ritorna anche una delle band culto del scena kraut-elettronica mondiale, gli Einsturzende Neubauten di Blixa Bargeland, con “Alles Wieder Offen”, tutto è ancora aperto e possono ancora dire la loro. Infine tre uscite dal sapore meno “freddo”, sono quelle degli Amari con il nuovo “Scimmie d’ amore” e dei The GO!Team con”Proof of Youth”. Ultima e doverosa citazione per “Late NightTales“, volume compilato in questa occasione da Norman Cook ovvero il signor Fatboy Slim, che per questa uscita ri-edita tra gli altri brani di Kraftwerk e Velvet Underground. Si prospetta davvero un bel inverno.

    Enjoy!!!

    English: The time between october and november, apart from taking us from autumn to winter, take us in a new musical atmosphere, made up of a different mood from the summer one. New recording issues point out that idea. In This way is the new album of Trentemoller, Danish producer, called “The Chronicles” and The last work of Swayzak, English due; in the last time Swayzak has left behind a minimal sound to meet an electronic sound more psychedelic, and after almost 15 years of career is always in step with time even with this “Some Other Country”. The great Underworld issue with “Oblivion with Bells”, as dark and decadent as never. New and amazing album for the Swedish Josè Gonzales, with “In Our Nature”; album issued in the end of september but it’s linked to the other releases for mood. Roìsìn Murphy come out also again, the blonde girl ex leader of Moloko, with her “Overpowered”, album with sounds vaguely electro. New issue for Sam Bean aka Iron and Wine also, with his “The Shepers’d Dog” has developed his speech about folk/avant-country. Staying on the sperimental folk topic, new works for Seabear (adviced to Mùm’s lovers) and Okkervil River, from Iceland. The  Einsturzende Neubauten of Blixa Bargeland, one of the cult band in the kraut-electro scene, come back with a new album, “Alles Wieder Offen”,that means “Everything is still opened” and as a matter of fact, they can still have their say. In the end there are three new issues not so “cold” as the other ones; they are from “Amari” (their albul is called “Scimmie d’amore”) and from The GO!Team (its name is “Proof of Youth). At last but not the least “Late NightTales“, a compilation made up by Norman Cook, to be more precise Mr. Fatboy Slim, that in that issues had edited again some songs from Kraftwerk and Velvet Underground. A very good winter looks possible.

    Enjoy!!!

    Thanks to the Glove for the translation.

     
  • violentlover 1:30 pm on October 22, 2007 Permalink | Replica  

    Fabbricaria Rooms – Venerdì 26 Ottobre Trentola Ducenta (CE) 

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    Polifunzionalità artistica è la parola chiave di questo Fabbricaria Rooms, spazio culturale dove musica e visioni si uniscono a creare una nuova espressione d’arte. Per questo primo appuntamento, l’associazione Fabbricaria propone nella sala concerti la live performance degli indie-rocker Miriam in Siberia, i dolci e malinconici casertani con all’attivo già un ep autoprodotto e valide recensioni su numerose testate nazionali. Mentre nella sala proiezioni si potranno scrutare le fiabesche illustrazioni di Elda e a seguire la proiezione del primo cortometraggio del film maker aversano Nicola Pellino, dal titolo Sognoziando.

    Un’ ammirevole occasione per perdersi in un’ atmosfera onirica sospesa tra sogno e realtà, tra musica e immagini.

    Nel palazzo municipale di Trentola Ducentola, si “fabbricano” sogni.

    SPACE

    English:Artistic multifunctionality is the key word of that Fabbricaria Rooms, cultura area where music and visions match each other to create a new art expression. As first appontment, Frabbricaria association offers the live performance of Miriam in Siberia, an indie-rocker band, nice and melanchonic musicians from Caserta, with an ep selfmade already released and valid rewievs on a lot of national headings. Instead in the viewing room Elda’s fairy illustation can be watched and after that the first short movie of Nicola Pellino, a director from Aversa, called “Singhiozzando”.

    An admirable chance to loose yourself in an dream-like atmosphere hanging between dreams and reality, music and images.

    In “Palazzo Municipale” of Trentola Ducentola, someone is “making up” dreams.

    SPACE

    Thanks to the Glove for the translation.

     
  • violentlover 12:29 pm on October 10, 2007 Permalink | Replica  

    Flash: In rainbows dei Radiohead in vendita da oggi. 

     Da oggi potete finalmente acquistare (a qualsiasi prezzo vogliate) e scaricare la nuova fatica della band inglese. Basta andare su http://www.inrainbows.com e registrarsi.

    Qui a PRN qualche euro lo investiremo, oggi!

    [Woland783] Live Update:

    - Il sito è attualmente non raggiungibile, a causa dell’alto traffico. In effetti accedere al sito era complicato fin da quando è stata data la notizia del nuovo disco, quindi c’era da aspettarselo.

    - Il blog Green Plastic Radiohead dice che i primi inviti per il download sono già stati inviati tramite e-mail.
    Il giudizio su questo disco di GreenPlastic è “Quite possibly the best Radiohead album ever made.” Ascolteremo e vi faremo sapere!

    - Sito lento ma nuovamente raggiungibile. Difficile accedere, invece, alla pagina per la registrazione.

    - Effettuando la registrazione oggi, il link per il download non arriva tramite email ma compare automaticamente una volta effettuato il pagamento.

    English: At last, from today the new work of the English band can be bought (at the prize that you want) or downloadd. You just need to go on http://www.inrainbows.com and log in.

    We of PRN are gonna invest some euros today!!!

    [Woland783] Live Update:

    - Now the web site is not available, due to the high traffic. Actually to get in to the web sit has been tricky from the news of a new album, so it was predictable.

    - Green Plastic Radiohead’s blog says that first invitations have already been sended through e-mail
    The opinion of Greenplastic on the last albul is “Quite possibly the best Radiohead album ever made.” We are gonna listen to and we’ll let u know!

    - Slow surfing, but now the web site is again accessible. Instead, It’s hard to get in the registration web page.

    - Doing the registration today, the link that take you to download the album doesn’t come to you through e-mail, but appears to you after the payment.

    Thanks to the Glove for the translation.

     
  • violentlover 9:19 am on September 26, 2007 Permalink | Replica  

    New Sounds – Guy Gelem 

    Questa volta il nostro occhio attento è caduto su questo sensibile ragazzo inglese. Con un sound tanto vario da spaziare in sonorità prima vicine ai vari Luli Puna e Mum per poi arrivare a vibrazioni care a certi Tortoise. Emozionalità e pulsazioni forti come in “beauty”, sono il marchio di fabbrica del nostro giovane autore. Un personaggio GuyGelem, di cui sentiremo sicuramente parlare tanto.

    Visitate il suo Space per ascoltare le sue seducenti sonorità.

    g4.jpg

    This time our careful eye has tumbled on that sensitive English guy. His sound is so huge to rage from sounds similar to Lali Puna and Mum in the beginning of their careers, to some vibration tipical of some Tortoise. Pathos and strong pulsations like in “beauty” are our young writer’s trademark. A character, GuyGelem, whome we will heard about again.

    Go to his Space to listen to his tempting sound.

    Thanks to the glove for the translation.

     

     
    • Freud 10:40 am on settembre 26, 2007 Permalink | Replica

      Bah…sinceramente le canzoni mi danno l’impressione di non avere “storia”…boh…

    • oscar 10:15 am on ottobre 1, 2007 Permalink | Replica

      ma è nelle potenzialità che bisogna andare a vedere!
      Pensa che i brani sono tutti in qualità “casalinga”!

    • and 7:53 am on ottobre 9, 2007 Permalink | Replica

      cerca questo gruppettino inglese “toy library”…magari ti piacciono…
      and

    • Freud 8:59 am on ottobre 13, 2007 Permalink | Replica

      in effetti si…mi sono molto affini! grazzzzie!

  • violentlover 2:44 pm on September 17, 2007 Permalink | Replica  

    Vivianne Viveur – The Art of Arranging Flowers 

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    Acoltando le prime tracce di questo splendido album, si percepiscono chiare le influenze di band come Blonde Redhead e dei primi Placebo. Brani come” A Night Belongs to the Flowers”o “Venus” , vincono contro qualunque altro per impatto emotivo e passione sprigionata, sono odi ai sentimenti cupi e travolgenti. Sezione ritmica icalzante, suoni glitch e chitarre avvolgenti per quello che è a mio modesto parere il brano meglio riuscito dell’album che è “Doll”, che li avvicina a sonorità care a band come gli Yo la Tengo. Paragoni forti, ma che servono ad esprimere al meglio la bravura ed il peso specifico dei Vivianne Viveur italiana “emigrata” nel regno unito. In “Angel Grave” la

    voce effettata e il suo essere rotta dal calore dell’istinto, mi ricorda gli At the drive-in pre scioglimento. In “Virgin” i suoni da prima caustici, si fermano per poi dilatarsi, prima di ritornare ruvidi e chiudere con un silenzioso pianto di un piano. Alternanza che si ripete in senso contrario invece in “Verlaine”. Echi di new-wave spuntano in brani come “Trembling” o il brano di chiusura “The Art of Arranging Flowers” dove fanno capolino i Cabaret Voltaire. Questo disco è stato sapientemente prodotto dalla Seahorse Records, di Paolo Messere, a cui si deve un plauso per non essersi fatto scappare questa band, che già era dovuta fuggire per realizzarsi. Un album per cuori deboli e amori fragili che non potrà che rianimarli.

    English: Listening to the songs in the beginning of this gorgeous album, you can feel how bands like Blonde Redhead and the first Placebo have an influence in Vivian Viveur. Songs like ”A Night Belongs to the Flowers”or “Venus” beat every emotional effect and every passion, they are odes to dark and overwhelming feelings. In my opinion Vivian ViveurSeahorse Records, of Paolo Messere, the man who didn’t loose that band, that had been obligated to run out to pass from dreams to reality. An album to weak hearts and frail loves, but it couldn’t revive them. made their best job in “Doll”, with a persisting prosody and involving guitars just like Yo la tengo. It’s a strong comparison, but I need it to say how good Vivian Viveur (Italian band emigrated to UK) is and what is its importance. In “Angel Grave” the voice with effects broken by an hot instict, remind me At the drive-in before melting down. In “Virgin”, castic sounds begin the song to be stopped suddently and to begin again dilated, before coming back to rough sound and to finish whith silent piano’s tears. Instead in “Verlain” that periodicity has been reversed. New-wave echoes come out in songs like “Trembling” or in “The Art of Arranging Flowers” (the final song), where something of Cabaret Voltaire is recognizable. This album has been wisely produced by

    Thanks to theglove for the translation.

     
  • violentlover 6:45 pm on September 13, 2007 Permalink | Replica  

    Pukkelpop 2007 – La Fine non è la Fine 

    Si presenta quest’ultima giornata di festival come la più lunga e senza respiro della mia vita. Questa è una di quelle giornate a cui ti prepari praticamente da sempre. (Leggi il resto…)

     
  • violentlover 3:32 pm on September 8, 2007 Permalink | Replica  

    Pukkelpop 2007 – Interludio 

    Le notti fredde nella mia piccola tenda le dimentichero’ difficilmente, vista la comodità del suolo di Hasselt. Questo inizio serve ad esprimere la mia “freschezza” mattutina  non appena esco dal mio nido. (Leggi il resto…)

     
  • violentlover 3:58 pm on September 4, 2007 Permalink | Replica  

    New Sounds – L’uomo di vetro 

    Ascoltate “Dictators” e ditemi se non è un brano dall’emozionalità infinita. Echi di Explosion in the sky e G.S.Y.B.E. si intersecano, così come le chitarre che si rincorrono affannate e cupe. Il buio è squarciato da minuscoli attimi di luce in “Weekend”, dove la chitarra ripropone lo stesso giro fino all’esplosione. In “28″ uno xilophono ricorda i sogni da bambino a cui la mente ritorna, prima dell’ arrivo della sofferente causticità di chitarre che si sovrappongono e insieme ad una sezione ritmica corposa, costruiscono una base solida e muscolosa, verso un sogno infinito. Quando nelle vostre orecchie entreranno le prime decadenti note di “Ausgang Berlin”, dai vostri occhi non potrà trattenersi una lacrima, al pensiero di cio’ che è andato perso. Un disco da ascoltare assolutamente il loro”A Merry Christmas”, magari non in una giornata infelice, ma sicuramente il sestetto di Foligno conservando l’istinto ed il calore con cui compone i brani, potrà presto raccogliere i giusti elogi.

    Per ascoltare alcuni brani de “L’uomo di vetro” visitate il loro Space.

    uomo1.jpg

    Listen “Dictators” and tell me if it’s not a track of no end emotions. Echoes from Explosion in the Sky and G.S.Y.B.E. cross each other, as the guitars running after one another…breathless, deep. Tiny moments of light break through the dark in “Weekend” and the guitar plays the same tune up to the explosion. In “28” a xylophone reminds our childhood dreams, just a moment before guitars’ suffering causticity overlapped to a full-bodied rhythmic branch, creates a sturdy basis…toward an endless dream. When the first decadent notes of “Ausgang Berlin” get into your ears, your eyes will drop a tear thinking to what has gone lost. “A Merry Christmas”: a record to be listened…absolutely, if only not on a sad day…and certainly the band from Foligno will soon obtain the appropriate regard, constantly keeping her instinct and glow.

    If you want to listen “L’Uomo di Vetro” tracks visit the Space

     
    • Marco 2:50 pm on settembre 15, 2007 Permalink | Replica

      veramente ma veramente notevoli. grazie per la dritta!
      marco [dresda]

  • violentlover 2:53 pm on September 3, 2007 Permalink | Replica  

    Pukkelpop 2007 – L’inizio della fine 

    Come si descrivono 3 giorni di fuoco e fiamme? Non saprei propio, ma almeno ci provo, dividendo il mio racconto come in un romanzo a puntate. Tralascio l’ epopea campeggio e mi concentro solo sui concerti, che sono poi la parte fondamentale del festival. (Leggi il resto…)

     
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